La famiglia Pelacani acquistò nel 1935 Podere le Cave risalente ad epoche antecedenti il XV secolo.
Quando Giuseppe Pelacani, mio bisnonno, e suo padre Emilio, scelsero Podere le Cave erano ignari che la casa fosse una dimora storica e tanto meno che fosse appartenuta a personaggi illustri, fra i quali nel 1622 Nicodemo Ferrucci [apri link], che fu pittore alla corte del granduca.
Documenti storici che mi sono stati tramandati, mostrano come i Pelacani fossero mezzadri fin da epoche antecedenti al 1700.
Nel 1935, quando in Italia esisteva ancora la mezzadria, grazie ad una eredità, riuscirono ad uscire dal contratto di “schiavitù” che li legava al padrone e a comprarsi Podere le Cave che, diversamente da altri poderi, aveva il prezioso pozzo per abbeverare gli animali. Emilio senza i soldi ricavati dall’eredità non ce l’avrebbe mai fatta a donare a Giuseppe e alla sua famiglia la libertà dalla mezzadria. A quei tempi vivere in una famiglia contadina era dura ed Emilio infatti era disperato perchè aveva un figlio maschio e quattro femmine!
Ancora oggi il podere è gestito dai Pelacani, è mutato nel tempo, si è ammodernato, ma ogni persona che ci ha lavorato ha lasciato la sua impronta.
Ogni giorno cammino in mezzo alle siepi di ramerino piantate da Francesco, la vigorosa vigna del nonno Silvano e i frutti antichi dello zio Enzo! In quanto agli olivi, sono indatabili….chissà chi l’ha piantati! Fonti storiche li fanno risalire al periodo mediceo, quando Firenze veniva illuminata con le lanterne ad olio. Questo paesaggio ci è stato tramandato intatto e a dirla alla maniera del Repetti (1833) [apri link] “L’attenzione colla quale sono tenute le piante da frutto, il terreno pulito dai sassi e dalle erbe cattive, il vigore della vegetazione per l’abbondanza dei concimi che i villici suburbani vanno giornalmente raccogliendo nella capitale, rendono un tal suolo, benchè di natura sassoso, fertile al punto che giunge a produrre dell’8 e 9 per uno. Quindi è, che cotesta parte della campagna di Firenze vedesi rivestire un aspetto di continuati giardini piuttosto che di poderi” (p.286; Vol II [apri link]).
E ancora scrive Repetti “Due terzi del terreno di questa comunità è coltivato a viti, a olivi, grano e frutte, prodotti tutti che riescono di squisito sapore” (p.286; Vol II). E con queste parole nel cuore ogni giorno mi adopero per valorizzare i prodotti di questa terra!



Particolare storico in bn della famiglia Pelacani scattata intorno al 1950 davanti all’uscio di casa di Podere le Cave, Impruneta, Firenze. La foto ritrae tre generazioni.